Archive for January, 2010

La birra in casa

Thursday, January 14th, 2010
Homebrewing

Homebrewing

Da qualche mese mi sto dedicando alla riscoperta di alcune ricette della cucina italiana. E’ una specie di hobby che mi tiene occupate le serate dopo il lavoro, mi lega alla nostra patria e serve come background per alcuni progetti futuri, tra cui la nuova edizione dei corsi di italiano e cucina e l’opportunità di entrare nel business della ristorazione.

Quando ci si dedica anima e corpo alla cucina italiana, un solo comune denominatore unisce le ricette: il tentativo di utilizzare ingredienti il più possibile naturali. La presenza di numerosi esercizi che vendono prodotti organici certo aiuta, ma il “fai da te” non ha eguali. Ecco allora che si inizia a farsi la pasta in casa, la pizza senza comprare la pasta già lievitata, ecc.

In preda a deliri culinari ho iniziato a crearmi la mia pasta madre, o lievito madre, e, alla maniera americana, a farmi la birra in casa. L’homebrewing inizia a prendere piede anche in Italia, ma qui ha una diffusione enorme. Qui a Portland ci sono almeno una decina di negozi specializzati, oltre alle centinaia di negozi online che spesso offrono spedizione gratuita.
Farsi la birra in casa non è solo un passatempo o una maniera per risparmiare qualche centesimo, anzi!
Occorre acquistare l’attrezzatura, che spesso per chi ha impulsi compulsivi da hobby come me corrisponde ad una spesa pari al reddito nazionale di alcune piccole nazioni. Inoltre richiede molto tempo.
Ma il vantaggio è quello di potersi produrre una birra su misura, mischiando i 4 componenti essenziali, acqua, malto, luppolo  e lievito.  Si possono generare combinazioni infinite ed avere una bevanda senza conservanti, se non si considera l’effetto conservante del luppolo.
Inoltre è un mezzo come un altro per socializzare: ci sono forum e gruppi online, spesso con declinazione locale, i negozi organizzano corsi per birrai della domenica e cose del genere.
Personalmente sono quello che si definisce un hophead, cioé un degustatore per il quale la presenza e l’aroma di luppolo non è mai abbastanza. Nel mio primo lotto, una Northwest Pale Ale ho messo tantissimo luppolo… tra 6 settimane vi saprò dire.

E’ un hobby che consiglio a chiunque. Prosit

Commentate!

Friday, January 8th, 2010

Senza commenti un blog è inutile
Dopo pochi mesi dal lancio del blog inizio a ricevere numerose email e complimenti. Mi fa molto piacere sapere che il blog piaccia e che possa servire a qualcuno. Non scrivo molto, e spero di essere più prolifico in futuro, magari sulla scia dell’interesse che il blog sta suscitando.

Vi chiedo ancora una volta di cercare di commentare i post. E’ più bello rispetto allo scrivermi una mail: in questo modo anche gli altri lettori potranno leggere le mie risposte ed eventuali consigli.

Allego una breve conversazione avuta con un ragazzo di Siena negli scorsi giorni. Credo che la sua situazione e il tono della sua email sia simile alle tante che ricevo:

Sono un ragazzo 14enne che vive. Nella ripetitiva Siena .mi sono appassionato a portland guardando le partite dei trail blazers.mi piacerebbe trasferirmi negli US appena finita la laurea in lingue (unico progetto in cantiere per il mio futuro. In inglese sono molto bravo quindi non sarebbe un problema. Per quanto riguarda l ottenere la green card so gia tutto. Volevo sapere se secondo il tuo parere ho possibilitá nel futuro di lavorare A portland senza una specializzazione in qualcosa.ti prego di rispondermi,scrivendo anche qualche consiglio per realizzare il mio sogno.

Ciao Tommaso,
scusa se ti rispondo solo adesso.. Sono stato in Italia un mese e ho dovuto riprendere con la normale vita al rientro.
Siena! Bellissima! Mia moglie ha studiato a Siena all’università per stranieri. Ci siamo conosciuti online, poi ci siamo frequentati a Siena per un anno (io sono di Milano, quindi avanti e indietro con la macchina). Poi ci siamo trasferiti negli USA e ci siamo sposati.
Se non hai fretta le opportunità ci sono. Il momento economico non è dei migliori, ma si dovrebbe sistemare nell’arco di qualche anno.
Ci sono numerosi caffé italiani che sono sempre alla ricerca di personale, specialmente italiano. Il mio consiglio è di dedicarti alla ristorazione. Sembra banale, ma è spesso il punto di partenza per noi italiani.
Inizia a lavorare in Italia come “paninaro” in qualche Bar, un panettiere, come aiuto in un ristorante. Fatti un po di esperienza da rivendere poi qui. Portland è essenzialmente una città basata sulla ristorazione, quindi avrai molte opportunità
Buona fortuna