Essere più originali

August 14th, 2009
stump-2

stumptowncoffee.com

E’ Agosto e come al solito qualche amico è venuto a farmi visita. Ancora una volta la gente che arriva per la prima volta a Portland si stupisce di come la città sia bella e vivibile. Non tutti gli Stati Uniti sono come Los Angeles!

I miei amici, con tanto di colletto Fred Perry regolarmente alzato (non sanno che qui si usava negli anni ’80 e non si accorgono degli sguardi divertiti dei locali) ovviamente sapevano già cosa comprare, e dove mangiare e bere.
I soliti marchi che trovi anche in Italia, solo più economici per via del cambio. Non hanno nemmeno considerato le piccole boutique di designer locali dove si puo acquistare qualcosa di originale.
Altro classico è il caffé. Ogni italiano che si rispetti, quando in visita negli states, ha imparato che il nome del caffé è Starbucks. Non ho niente di personale contro la compagnia di Seattle, ma volevo solo far presente che esistono centinaia di piccoli produttori locali, specialmente qui nel north west.

Uno fra tutti è Stumptown Coffee, di Portland, Or.  Il loro caffé è molto più buono di Starbuks. I loro (pochi) locali aperti al pubblico sono molto originali e così la gente che li frequenta.
Per favore, siate più curiosi, non ve ne pentirete.

Lettera a San Paolo il grigliatore

May 17th, 2009

Copio e incollo, letteralmente, una mail spedita al carissimo amico Paolo in cui parlo del modo di grigliare qui negli Stati Uniti. L’estate è alle porte e la griglia fa tendenza :-)

Ciao Paolo,
l’altra sera eri troppo ubriaco per fare un discorso :-)
Sono contento che Maité tornerà a casa tra pochi giorni. So cosa significa vivere a distanza e non è affatto bello.

Qui tutto bene. Come ti dicevo ho preso un barbecue. Sono completamente diversi da quelli che usiamo da noi.
Ti faccio partecipe della mia esperienza culinaria :-)
Innanzitutto hanno il coperchio, e la brace molto lontana da dove cucini.
La mia griglia, che è abbastanza classica e diffusa, ha delle ventole di entrata sul fondo e delle ventole di uscita sul coperchio. Il trucco sta nell’erogare la giusta temperatura in maniera costante, smaneggiando con le ventole.
Ho cucinato delle costine (vendute e cucinate non tagliate, ma tutte attaccate) secondo la ricetta classica del sud. Vanno cotte a temperatura bassa (intorno ai 110 gradi) per circa 3 ore.
ho fatto le baby back ribs (la parte in alto, quelle più curve vicino alla lonza, con meno carne ma più magre).
4 ore prima le ho preparate massaggiandole con una polvere che ho fatto con zucchero di canna, zucchero, aglio in polvere, paprika, rosmarino in polvere, zenzero e sale.
Poi fuori dal frigorifero 30 minuti prima di cucinare.
Ho acceso la griglia, portata a temperatura. Poi ho messo la brace in un angolo, vasca di alluminio con acqua e sciroppo di mele e vino bianco nell’altro angolo (per tenere l’umidità).
Le costine sopra la vaschetta d’acqua, utilizzando il metodo classico della cottura indiretta: il calore proviene per convezione dall’alto, come in un forno per la pizza e non direttamente dalla brace.
Ho messo pezzi di legno di cedro tra le carbonelle e regolato il flusso d’aria. Il legno serve ad affumicare. Dopo 30 minuti aggiungi carbonella e altro legno. Questi legni di cedro o altro legname, a seconda dei gusti, le trovi ovunque, anche al supermercato. Per esempio Jack Daniels ha la sua linea di legni da affumicatura che vende nei supermercati, con la confezione nera e bianca.
Ogni ora aggiungi carbonella e giri le costine, ma sempre con la parte delle ossa sotto (le giri orizzontalmente, non metti mai la parte di carne verso il basso).
Prima di mettere le costine le devi spellare, cioé togli la pleura, lo strato gommoso dalla parte delle ossa che non fa passare fumo e profumi. Un casino da togliere.
Dopo 3 ore erano quasi pronte. Non sono stato a curarle come si fa da noi: cuociono a fuoco lento e se sei stato bravo puoi uscire un paio d’ore  a bere birrette :-)
Sembra strano, come quando fai il roast beef: devi crederci e lasciare la giusta temperatura per il giusto tempo a seconda del peso.
Gli ultimi 20 minuti ho spennellato con salsa barbecure (a base di pomodoro, zucchero e aceto, le vendono anche già fatte. Anche Jack Daniels ha la sua salsa bbq), fatto caramellare.
Erano strepitose: strato brucciacchiato, rosa dentro, la linea dell’affumicatura.

Qui la griglia è un’arte. Da un quartiere all’altro cambia tutto. Fanno anche le competizioni di griglia.
Guarda questo sito: http://www.amazingribs.com/

Con quello che costa qui la carne e col fatto che il vicino invece che essere infastidito dal fumo ma che invece apprezza e viene a fare due chiacchere, qui grigliare è un piacere.
Aggiungi che non abbiamo zanzare, che fa fresco e che la birra è strepitosa. Cosa chiedere di più? Devi venire a trovarmi :-)

A presto

Vita facile in america

May 1st, 2009
uhaul

I famosi furgoni U-Haul

Nella vita quotidiana ci sono molte cose che gli americani hanno la fortuna di fare con meno stress.
I servizi al consumo sono in generale più sviluppati rispetto al mercato italiano, me ne accorgo ogni giorno.
Ricordo quando nel 2008 ho dovuto svuotare la mia casa in Italia per affittarla. E’ stata una piccola odissea: trovare un furgone a noleggio, andarlo a ritirare a 20 km da casa, trovare scatole e scatoloni, impacchettare il tutto, trovare un paio di amici volenterosi per aiutarmi con le cose pesanti, trovare spazio dove mettere tutta la mia roba, in attesa di venderla o di decidere cosa farne.

Altra musica qui negli Stati Uniti. Questa settimana sto organizzando il trasloco nella nuova casa di Alberta. Sul sito di Uhaul, azienda situata a Phoenix, AZ che noleggia furgoni dal 1945, trovi tutto quello che ti serve e ad un prezzo conveniente.
Scegli il tuo furgone, minivan o pickup. Accanto ad ogni modello ci sono le caratteristiche e quello che mediamente puoi trasportare senza problemi (ad esempio: adatto per un bilocale).
La successiva opzione riguarda la possibilità di andarsi a prendere il furgone oppure di avere un autista che te lo consegna sulla porta: non tutti gli americani hanno un auto e la usano per qualsiasi spostamento.
Puoi poi decidere se avere un autista invece che guidare un mezzo che potrebbe essere ingombrante.
Nelle successive schermate del sito hai l’opzione di noleggiare vari carrelli per il trasporto, acquistare scatole, nastro adesivo, coperture impermeabili per i mobili e altro.
Infine puoi decidere di avvalerti dell’aiuto di facchini, personale da Uhaul selezionato, per il trasporto.
Il tutto ad una cifra ragionevole e totalmente stress free.

Le parole che odio di più

April 29th, 2009
Barbapapa

Barbapapa

Dopo un anno di permanenza è venuto il momento di fare il punto della situazione.
Premetto di non aver mai studiato la lingua inglese seriamente, dato che per 13 anni ho studiato solo francese. La mia “carriera” di studente di inglese si limita a qualche ora 1-to-1 con un lettore irlandese e ad un trimestre in un piccolo college di Londra, durante il quale sono stato largamente assenteista.
In sostanza non ho mai studiato la grammatica e penso che non lo farò mai.
Allo stato attuale devo dire che i progressi ci sono. Non sbircio più i sottotitoli della tv, capisco gran parte delle conversazioni dove sono presenti più persone. Gli ambienti rumorosi sono meno problematici di quanto non lo fossero mesi fa.
Ho arricchito il mio vocabolario, me ne accorgo giorno per giorno: il tipico “ehhhmmm” intercalato in ogni frase è quasi scomparso e le parole vengono da sole.
Uso frequentemente costruzioni complesse con una certa facilità: sono ormai entrate nelle mie abitudini.
La mia pronuncia pare essere buona, così mi fanno notare, e non ho affatto il tipico accento italiano (vedi Peter Griffin quando ci imita).
L’unico problema è che continuo a sbagliare la pronuncia di certe parole. Sembra non ci sia modo di farmele entrare in testa.
Alcuni esempi di parole facili che mi mandano in blocco: beard, bird, bear e beer. A volte mi si mischiano nella testa, birra a parte.
Forse un giorno diventeranno meno problematiche. Per ora non mettetemi in un contesto in cui le debba usare tutte insieme in un periodo. E’ improbabile, ma mai dire mai.

Iyara Thai Closed

April 29th, 2009

 

Un piatto allo Iyara

Un piatto allo Iyara

E’ stato un colpo al cuore un paio di settimane fa andare da Iyara per il solito launch box to go e trovarlo chiuso.
Sulla porta un comunicato del proprietario dello stabile; evidentemente non pagavano l’affitto da mesi.
Iyara Thai è uno dei migliori ristoranti tailandesi di Portland ed era amato per il suo lauch box: 2 oggetti a 5 dollari e 99 centesimi! Di solito prendevo il chicken pad thai e lemongrass chicken.
Iyara si trovava in uno stabile di nuova costruzione sul Burnside, precisamente all’altezza di Panda Express dall’altra parte della strada, dietro PGE Park.

 

Per me quel posto aveva un doppio valore affettivo. Prima di tutto è in quel locale che nell’agosto 2008 io e Jamie abbiamo fatto la rehersal dinner. Inoltre era per me il pranzo settimanale preferito, che aspettavo con ansia. Con circa 6 dollari cibo da ristorante in abbondanza.
L’unica nota di consolazione è il mio prossimo trasferimento da Nob Hill ad Alberta: in ogni caso avrei perso i succulenti box di Lyara.
Ci mancherai, R.I.P Iyara
PS: ho sempre fatto fatica a ricordare il vostro nome, ricordatelo per il prossimo ristorante

Craigslist

April 28th, 2009

Una cosa che differenzia notevolmente le abitudini italiane da quelle americane sul web è l’utilizzo di Craigslist.
Da quando mi sono trasferito ho iniziato ad utilizzare CL per qualsiasi motivo: cercare un nuovo appartamento, una radio, lavoro, materiale vario per la casa, vendere cose inutili, partecipare ad eventi, biglietti di concerti, ecc.

Ogni tanto navigo la sezione italiana di CL, Milano e Roma e mi sorprende notare come non venga utilizzato. Potrebbe essere uno strumento potentissimo per le intermediazioni, nel bene e nel male, come la cronaca recente ci ha fatto notare.

Craigslist è un network centralizzato di comunità online, che ha sezioni dedicate ad annunci personali e non. Una sorta di secondamano della nuova generazione, gratuito per la maggior parte dei servizi, fatto e gestito dagli utilizzatori (gli annunci fraudolenti o contrari alle regole vengono segnalati dagli utenti stessi). Aperto nel 1995, con un organico di circa 30 persone ha fatturato più di 150 milioni di dollari nel 2007.

Cena in italiano

April 24th, 2009

Stanno per terminare le prime lezioni di italiano per turisti che ho organizzato qui a Portland. 
Si tratta di lezioni di base di lingua e cultura italiana per persone che intendono viaggiare in Italia e gustare maggiormente l’atmosfera italiana con un pizzico di conoscenza della nostra lingua.
Le lezioni si basano sul concetto di unire apprendimento e cucina: ogni lezione è accompagnata da una cena in stile italiano, presso la mia casa a Portland, Oregon.
Si tratta di sei lezioni tematiche in cui si analizzano le situazioni tipiche che un turista potrà affrontare. I partecipanti, tra un piatto gustoso e l’altro, imparano i vocaboli, la cultura e le abitudini di noi italiani.
I miei primi studenti hanno apprezzato questa formula, tanto che la maggior parte di loro si è iscritta per il prossimo turno di lezioni. A questo punto non so se sono un buon insegnante o un buon cuoco!
Molto probabilmente dovrò raddoppiare il numero delle lezioni. Di conseguenza, oltre al solito mercoledì, ci potrebbe essere anche un giovedì di lezioni.
Le nuove lezioni avranno luogo nella nuova casa di Alberta Art District, non appena riuscirò a sistemarmi dopo il trasloco.
A fine maggio saremo in ferie in Costa Rica, quindi il secondo corso di lezioni è previsto per la metà di giugno.

A presto!

Il basket Nba

April 24th, 2009

 

Azione tra Blazers e Rockets

Azione tra Blazers e Rockets

Un paio di giorni fa ho avuto la possibilità di assistere ad un match dei Portland Trail Blazers. Si trattava della seconda partita casalinga della prima serie dei Playoff. 

E’ stata una serata stupenda, per lo spettacolo e lo sport. Non ho potuto fare a meno di annotare i soliti, probabilmente stupidi commenti. Insomma le solite ” se fosse stato in Italia…”

Lo sport negli Stati Uniti, per quello che è la mia esperienza, è un evento per tutta la famiglia. Allo stadio vanno le famiglie, comprese le nonne. E’ un occasione per stare insieme, per mangiare e bere qualcosa (ovviamente) e per vedere un evento sportivo. I tifosi non trasudano cattiveria come la maggior parte da noi. Non ci sono cori razzisti, e lo spettacolo ce lo si gode in pace, senza pericolo.
Uno dei giocatori avversari, gli Huston Rockets, si è infortunato malamente (il giorno dopo ha dichiarato di terminare la sua carriera). Mi aspettavo un bel “devi morireeee” come si fa da noi. Gli spettatori erano preoccupati, ansiosi di rivedere l’avversario rialzarsi. Non è stato così, ed hanno accompagnato la il giocatore in barella con un applauso.
Anche in campo c’è rispetto. C’è tanta “cattiveria” durante l’azione, quello si. Lo sport è competizione, no?
Ma al primo accenno di tafferuglio tutto veniva velocemente placato.
Forse è solo Portland, o forse solo il basket. Ma ricordo le alcune domeniche pomeriggio a vedere il Milan. Tutta un’altra cosa.  E’ bello uscire dallo stadio e ridere e camminare verso la macchina, con altra gente come te. Senza “animali”, con tutto il rispetto per gli animali veri. E’ bello sapere che non troverai la tua auto in fiamme. E’ bello sapere che ci andrai ancora, e che ci porterai tuo figlio.

Spaghetti alle vongole

April 23rd, 2009

 

Spaghetti vongole

Spaghetti vongole

Inizio i post sulle ricette con quello che ho cucinato ieri sera.
Si tratta di un piatto particolarmente facile. Inoltre, almeno qui a Portland sulla costa Pacifica, le vongole sono economiche, con circa 5,50 dollari ti porti a casa una libbra.
Differentemente dall’Italia, o almeno la maggior parte dei supermercati/pescherie, qui le vongole sono vendute in acqua, quindi lo spurgo è meno importante, anche se consiglio di farlo. Lo spurgo è anche una pratica divertente da un certo punto di vista.

 

Partiamo con la ricetta dagli ingredienti per 2 persone:

Circa 0,4lb di spaghetti (io uso gli Hangel Hair con tutte le paste a base di salsa bianca o olio) 
Alcuni ciuffetti di prezzemolo. Anche il Cilantro va bene, dipende dai gusti
Due spicchi d’aglio
1,5-2 lb vongole con guscio (più o meno a seconda dei gusti. Queste sono per me le quantità minime per un buon sughetto)
Sale, pepe e peperoncino qb (quanto basta)

Preparazione:

Far aprire le vongole in una padella a fuoco vivace (o fornello elettrico a 4/5). Occorrono circa 6/8 minuti
Mettere le vongole in un piatto fondo o simile, sgusciare le vongole e tenerne alcune con guscio per guarnitura. Non buttare il sughetto prodotto dalle vongole!!!
Far soffriggere a fuoco moderato (elettrico a 3) il prezzemolo che precedentemente avrete tritato finemente con uno spicchio d’aglio.
Aggiungere le vongole, il sughetto e lo spicchio d’aglio intero, fate insaporire per un paio di minuti a fuoco minimo, uno spizzico di sale, pepe e peperoncino a piacimento.
Spegnere e coprire il sugo. Nel frattempo avrete portato ad ebollizione abbondante acqua.
Salate possibilmente con sale grosso e buttate la pasta che andrà in cottura secondo quanto indicato sulla confezione (Hangel Hair circa 4/5 minuti). Tenete la pasta al dente. Lo so che è difficile per voi amici americani… ma dovete fare questo sforzo e darmi fiducia :-)
Scolate la pasta e buttatela nella padella, girate per bene e se volete correggete con un filo di olio extra vergine di oliva.
Servite sul piatto disponendo le vongole aperte in maniera piacevole. Se è bello da vedere è più buono da mangiare.
Buon appetito!

Ciao mondo!

April 23rd, 2009

Benvenuti nel mio blog. Dopo alcuni mesi mi sono deciso ad iniziare il mio blog sulla mia vita qui negli Stati Uniti d’America.
Non è il mio primo blog, in quanto ho iniziato agli albori di questa tendenza, dato che di lavoro mi occupo di internet.
E’ tuttavia il primo blog veramente personale. Parlerò di me, delle mie esperienze, di ricette, di noi italiani negli USA, cercherò di dare consigli e di fare community.

Non sono un italoamericano di lunga data: mi sono trasferito negli USA a 34 anni suonati, dopo aver passato gran parte della mia vita a Milano. Mi sono trasferito qui per amore, come capita a tanti, in tante vite.
Prima di chiudere questo mio primo post, vorrei precisare che questo blog non ha nessuna intenzione di emulare o di imitare la celeberrima serie televisiva di Fabio Volo, che stimo moltissimo come artista e come personaggio. Non me ne volere fabio se ho usato il nome che tu hai usato per la tv, ma questa mia idea era un embrione molto prima di quando la serie è andata in onda.

Come primo post mi sembra sia abbastanza. Ora di preparare la cena: spaghi alle vongole (che a 5,99 alla libbra non è male) e una bottiglia di Syrah (si si… pesce e rosso).