Alberta Street non è Porta Romana

E’ una domenica mattina di quelle “lazy”. Ieri un appuntamento di lavoro nello stato di Washinghton per forse quella che sarà la mia prima partecipazione in una corporation. Poi bbq con amici e colleghi di mia moglie nel Sw di Portland.
Oggi è previsto solo un lento annoiarsi, navigare al pc, prendersi cura degli acquari e magari una birra fuori prima di cena.

In questo lento galleggiare e rispondendo ad alcuni contatti che inizio ad ottenere dal blog, ho trovato questo articolo che paragona Milano a Portland.
I paragoni di questo genere lasciano sempre il tempo che trovano, spesso sono pieni di stereotipi. Ma questo articolo in particolare mi è piaciuto molto.
Sono di Milano e vivo a Portland, Oregon. Questo articolo parla delle mie due città ed scritto bene, coglie il senso di cosa siamo qui, abitanti weird di Portland. Strano, weird, va tradotto non con diverso, ma con “diverso approccio”. Prima di intraprendere qualunque azione, dalla più importante alla più irrisoria, i tatuati abitanti di Portland hanno sviluppato un senso critico che li porta inesorabilmente ad essere creativi e originali.
Se questo significa essere strani… voglio essere un freak.

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